Di Antonio Giarrusso, fondatore di Userbot e Head of AI del gruppo smeup · Novembre 2026. Questa guida non è una consulenza legale: per i casi specifici fa fede il testo ufficiale su EUR-Lex.
L'AI Act, il Regolamento (UE) 2024/1689, non riguarda solo chi sviluppa l'AI: riguarda anche le aziende che la usano in ambito professionale. Anche chi usa chat AI, assistenti e agenti sviluppati da altri ha degli obblighi, a partire dall'alfabetizzazione AI del personale e dalla trasparenza verso i clienti.
Fornitori e utilizzatori.
L'AI Act, il Regolamento (UE) 2024/1689, distingue tra chi sviluppa e mette sul mercato un sistema di AI (il fornitore) e chi lo usa in ambito professionale (il deployer). La maggior parte delle aziende italiane è nella seconda categoria: usa chat AI, assistenti e agenti sviluppati da altri. Anche così ha degli obblighi.
Le scadenze.
- 1 agosto 2024Il Regolamento (UE) 2024/1689 entra in vigore.
- 2 febbraio 2025Si applicano i divieti sulle pratiche vietate (art. 5) e l’obbligo di alfabetizzazione AI (art. 4).
- 2 agosto 2025Si applicano gli obblighi per i fornitori di modelli di AI per finalità generali.
- 2 agosto 2026Si applicano gli obblighi di trasparenza (art. 50), per esempio dichiarare che si sta parlando con un sistema di AI.
- 2 dicembre 2027Obblighi per i sistemi ad alto rischio elencati nell’Allegato III (per esempio selezione del personale e valutazione del credito), dopo il rinvio deciso nel 2026 con il pacchetto Digital Omnibus.
- 2 agosto 2028Obblighi per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati (Allegato I), come dispositivi medici e macchinari.
Sul rinvio del 2026: Gibson Dunn, Cooley. Per il testo vigente fa fede EUR-Lex.
Cosa fare, in cinque punti.
- 1Fate l’inventarioQuali strumenti di AI si usano in azienda, chi li usa e per cosa. Inclusi quelli che nessuno ha approvato.
- 2Formate le personeL’art. 4 chiede a chi usa l’AI di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione AI del personale. Serve una formazione adatta ai ruoli, e una traccia di averla fatta.
- 3Dichiarate l’AI ai clientiSe un cliente parla con un assistente AI deve saperlo. Lo stesso vale per i contenuti generati che possono sembrare reali.
- 4Individuate gli usi ad alto rischioSelezione del personale, valutazione del credito e altri usi elencati nel regolamento hanno obblighi in più: sorveglianza umana, registrazione dei log, informazione ai lavoratori.
- 5Governate l’uso, non solo la policyPermessi, modelli consentiti, dati ammessi e log di ogni passaggio applicati dallo strumento rendono l’uso controllabile e documentabile.
Dove entra la governance.
Molti obblighi diventano semplici se l'uso dell'AI passa da un unico strumento governato invece che da decine di account personali: sapete chi usa cosa, con quali dati, e potete mostrarlo. È il problema che affrontiamo con Userbot. Il metodo è nelle guide su adozione dell'AI in azienda e Shadow AI.
Domande frequenti.
L’AI Act riguarda anche chi usa ChatGPT o strumenti simili?
Sì. Il regolamento distingue tra chi sviluppa i sistemi (fornitori) e chi li usa in ambito professionale (deployer). Anche chi li usa ha obblighi, a partire dall’alfabetizzazione AI del personale.
Cosa significa alfabetizzazione AI?
Che le persone che usano l’AI per lavoro devono avere competenze adeguate al loro ruolo: capire cosa fa lo strumento, i suoi limiti e i rischi, e come usarlo in modo corretto.
Quando si applicano gli obblighi per i sistemi ad alto rischio?
Nel testo originale dal 2 agosto 2026. Con il pacchetto Digital Omnibus del 2026 sono stati posticipati: al 2 dicembre 2027 per gli usi elencati nell’Allegato III e al 2 agosto 2028 per l’AI integrata in prodotti regolamentati. Conviene verificare il testo consolidato su EUR-Lex.